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Movimento Umbria 5 Stelle
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Giovedì 15 Luglio 2010 15:41

Niente più denunce infortuni alle ASL

 

Con Il DDL 3209 bis "Disposizioni in materia di semplificazione dei rapporti della Pubblica Amministrazione con cittadini e imprese", detto “Decreto Brunetta”, si "scippano" le ASL (sono proprio le ASL l' organo competente per le inchieste sugli infortuni)delle informazioni riguardanti il fenomeno infortunistico e la regolare programmazione e gestione delle relative inchieste.

Questo DDL è stato stralciato il 2 marzo 2010, poi il testo è tornato in Commissione, ed è stato modificato: nella versione precedente, il DDL 3209 bis, all' articolo 7 "Semplificazione della denuncia di infortunio o malattia professionale", abrogava completamente l' articolo 54 del D.P.R.1124/65 (Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali), che recitava: Il datore di lavoro, anche se non soggetto agli obblighi del presente titolo, deve, nel termine di due giorni, dare notizia all' autorità locale di pubblica sicurezza di ogni infortunio sul lavoro che abbia per conseguenza la morte o l' inabilità al lavoro per più di tre giorni (...)”

In pratica, abrogando l' articolo 54 il datore di lavoro non sarebbe stato più obbligato a denunciare alle autorità di pubblica sicurezza gli infortuni mortali o quelli con prognosi superiore a 3 giorni, ma solo all' INAIL, che avrebbe dovuto comunicare solo quelli mortali o con prognosi superiori a 30 giorni alla Direzione Provinciale del Lavoro, ma non all'Autorità Giudiziaria o in alternativa alle ASL.

Nella versione modificata della commissione, l' articolo 7 recita al primo comma dell' articolo 54 del D.P.R.1124/65 la parola: tre è sostituita da quindici. Il datore di lavoro è ora obbligato a denunciare alle autorità di pubblica sicurezza gli infortuni mortali o quelli con prognosi superiore a 15 giorni, mentre quelli mortali o con prognosi superiore a 30 giorni, verranno comunicati dall' INAIL alla Direzione Provinciale del Lavoro e non più all' Autorità Giudiziaria o in alternativa alle ASL. Resta l'obbligo di referto da parte del medico all' Autorità Giudiziaria, per infortuni superiori ai 40 giorni (lesioni colpose gravi) previsto dal codice penale.

Con questa, modifica si rischia fortemente che gli infortuni mortali o i gravi infortuni sul lavoro diventino ancora più difficili da perseguire. Il D.P.R.1124/65 ha ben 45 anni, ed è giusto aggiornarlo, MA PER MIGLIORARLO!

Da un Operaio metalmeccanico e RLS Firenze

 
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Martedì 06 Luglio 2010 16:33

In tempi di crisi tutti fanno sacrifici... o quasi

( l'erba cattiva non muore mai )

 

I parlamentari italiani si sono abbassati (per una parte) lo stipendio del 10% ma............... mandiamoli a lavorare.
Qualche settimana fa il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa1.135,00 euro al mese. Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.
STIPENDIO COMPLESSIVO  Euro 19.150,00 al mese ( STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00  al mese PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare) RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00) TUTTI ESENTASSE.
Da aggiungere

  • TELEFONO CELLULARE gratis
  • TESSERA DEL CINEMA gratis
  • TESSERA TEATRO gratis TESSERA AUTOBUS
  • METROPOLITANA gratis
  • FRANCOBOLLI gratis
  • VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
  • CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
  • PISCINE E PALESTRE gratis FS gratis
  • AEREO DI STATO gratis
  • AMBASCIATE gratis
  • CLINICHE gratis
  • ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
  • ASSICURAZIONE MORTE gratis
  • AUTO BLU CON AUTISTA gratis
  • RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00)


Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi ( per ora!!! ) Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera.
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO. La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO!!

 
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Giovedì 24 Giugno 2010 13:23

Caso FIAT ... lavorare come dico io !


Per giornali e televisioni è un’ossessione: ci martellano spiegandoci che la Fiat non solo rimane in Italia, ma addirittura vi aumenta la produzione. Per di più senza esuberi e con una missione produttiva per lo stabilimento di Pomigliano D’Arco.

Con l’ausilio di eminenti ministri ed economisti ci hanno però puntualizzato che per colpa della crisi economica mondiale, di quella di mercato e per colpa della concorrenza di altre nazioni il cui costo della mano d’opera è inferiore, non si poteva più mantenere quello stile di vita lavorativa “comodo”. Del resto tutti in tempi di crisi fanno un po’ di sacrifici e quindi, anche a Pomigliano, sarebbe stato normale e responsabile, per continuare a lavorare, dover rinunciare a qualcosa. Fare qualche sacrificio. Sacrifici ripagati con 750 milioni di euro di investimenti, con l’arrivo della Panda. In fin dei conti, sembra un buon affare a parte il ritorno alla schiavitù degli operai.

Queste sono alcune delle condizioni sine qua non che ha posto la Fiat:

  • Settimana lavorativa con sabato lavorativo retribuito non in modo straordinario;
  • Obbligo di straordinario per un monte ore triplo rispetto a quello del CCNL;
  • Possibilità di derogare dalla legge che garantisce pause e riposi ai lavoratori turnisti;
  • Riduzione del tempo per le pause;
  • Deroga dalla normativa europea che prevede mezz’ora di pausa a metà turno per turni superiori a 6 ore, con spostamento della stessa a fine turno;
  • Possibilità di comandare lo straordinario nella mezz’ora di pausa mensa, eliminando il dritto alla mensa;
  • Cancellazione di tutti i precedenti accordi sindacali aziendali;
  • Facoltà di sanzionare l’organizzazione qualora indicesse uno sciopero;
  • Richiesta di contrattazione individuale, beffando l’attuale Contratto Collettivo Nazionale;
  • Possibilità di sanzionare disciplinarmente i lavoratori che scioperano fino la licenziamento, contravvenendo all’articolo 40 della Costituzione Italiana;
  • Facoltà di non applicare le norme del Contratto Collettivo Nazionale che prevedono il pagamento della malattia a carico dell’impresa;


Quello che è chiaro è che le richieste della Fiat vanno ben oltre il futuro dello stabilimento Giambattista Vico, e le spinte degli Industriali e del Governo pare puntano a cancellare il contratto nazionale, mettere in discussione il diritto di sciopero, concludere il processo di normalizzazione del sindacato in Italia dichiarando definitivamente chiusa la storia del sindacato antagonista.

A Pomigliano si gioca una partita chiave per i lavoratori del nostro paese i lavoratori ... e il Governo cosa fa?, permette un referendum ignobile nel quale viene chiesto di lavorare praticamente senza diritti oppure di non lavorare.

I sacrifici li devono fare solo i piccoli i poveri e quelli senza voce, mentre gli altri ...  

 
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Mercoledì 09 Giugno 2010 11:15

Pensioni e pensioni

 


L'Italia ha 17 milioni di pensionati. Molti hanno pagato solo in parte la pensione che ricevono. Milioni sono a casa dall'età di 50/55 anni senza parlare delle baby pensioni con 15/20 anni di contributi o le pensioni scandalose dei parlamentari dopo solo due anni e mezzo di legislatura o le doppie e triple pensioni, le pensioni superiori ai 10.000 euro al mese, le pensioni cumulate con uno o più stipendi. In questa situazione di privilegi e di profonda ingiustizia sociale, si è deciso che i giovani andranno in pensione a 70 anni, in pratica mai. Questo non è accettabile.

Se si deve procedere a una riforma delle pensioni, ognuno deve fare la sua parte oppure nessuno.
Perché un ragazzo deve con il suo lavoro mantenere lo Stato sociale di cui beneficiano le vecchie generazioni? Un giovane di vent'anni che inizi a lavorare nel 2010 andrà in pensione nel 2060.
Chi fa un lavoro usurante a 70 anni è buono per l'ospizio. Perché un ragazzo dovrebbe pagare i contributi per pensioni da 1.369 euro al giorno?
I sacrifici vanno bene ma ...tutti o nessuno!

In pensione si può andare a 60 anni, l'innalzamento dell'età pensionabile è dovuto all'enorme spreco di soldi pubblici per le pensioni ATTUALI, non per quelle future che vengono dilazionate nel tempo. Discutiamo delle pensioni ATTUALI, poi con calma di quelle future. Mettiamo un tetto massimo pensionistico a ogni italiano, ad esempio 2.500 euro, vietiamo il cumulo di pensioni, aboliamo con effetto retroattivo le pensioni "super baby" dei parlamentari e, soprattutto, diamo a ogni pensionato una pensione commisurata a quello che ha realmente versato.

 
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Giovedì 03 Giugno 2010 17:55

Giornata della Bicicletta ??

 

Si è svolta domenica scorsa (30 maggio) a Perugia la giornata della bicicletta. La manifestazione, organizzata dal Comune di Perugia e dall'Assessorato all'Ambiente, ha visto la partecipazione di un centinaio di ciclisti con prole al seguito, a spasso per le vie di Perugia. Speravamo di trovarci di fronte ad un cambio di linea dell'amministrazione, ma poi abbiamo constatato che si è trattato del solito evento ad uso e consumo di chi lo ha organizzato.

Nessun impegno su mobilità alternativa, corsie ciclabili, così come esponenti del Movimento a Cinque Stelle chiedevano. Solo una vettura elettrica di rappresentanza a testimoniare l'impegno verde dell'Amministrazione e la promessa di ripetere l'esperienza almeno una volta all'anno.

Emblematica la presenza di un'autocisterna da 10.000 litri d'acqua di proprietà di Umbria Acque e l'immancabile abbondanza di bicchieri di plastica sul punto di sosta. Considerando la crisi finanziaria, il pericolo di default dello Stato, e le difficoltà finanziarie del Comune di Perugia, era proprio necessario pagare un'autobotte e uno stipendio straordinario quando a meno di 50 metri dal punto di sosta è presente una fontanella di acqua pubblica?

 
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