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Martedì 31 Agosto 2010 10:27

 
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Domenica 22 Agosto 2010 13:20

L' Incredibile Inceneritore

( non lo facciamo fare anche a Perugia )

 

Gli inceneritori sono impianti principalmente utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti mediante un processo di combustione ad alta temperatura (incenerimento) che dà come prodotti finali un effluente gassoso, ceneri e polveri.Negli impianti più moderni, il calore sviluppato durante la combustione dei rifiuti viene recuperato e utilizzato per produrre vapore, poi utilizzato per la produzione di energia elettrica o come vettore di calore (ad esempio per il teleriscaldamento). Questi impianti con tecnologie per il recupero vengono indicati col nome di inceneritori con recupero energetico, o più comunemente termovalorizzatori ( termine mai utilizzato nelle normative europea e italiana di riferimento ). Questo termine, seppur di uso comune, risulta fuorviante, infatti, secondo le più moderne teorie sulla corretta gestione dei rifiuti gli unici modi per "valorizzare" un rifiuto sono prima di tutto il riuso e poi il riciclo, mentre l'incenerimento (anche se con recupero energetico) costituisce semplice smaltimento. In Europa sono attivi attualmente (al 2002) 354 impianti di incenerimento, in 18 nazioni.

In alcune situazioni, impianti di questo genere sono da tempo inseriti in contesti urbani, ad esempio a Vienna, Parigi, Londra, Copenaghen.Paesi quali Svezia (circa il 45% del rifiuto viene incenerito), Svizzera (~100%), Danimarca (~50%) e Germania (~20%) e in Olanda (~33% del totale) ne fanno largo uso; in Olanda comunque la politica – oltre a porsi l'obiettivo di ridurre il conferimento in discarica di rifiuti recuperabili – è quella di bruciare sempre meno rifiuti a favore di prevenzione, riciclo e riuso (ad esempio mediante incentivi, come cauzioni e riconsegna presso i centri commerciali sul riutilizzo delle bottiglie di vetro e di plastica). Di contro altri paesi europei ne fanno un uso molto limitato o nullo: Austria (~10%), Spagna e Inghilterra (~5%), Finlandia, Irlanda e Grecia (0%) sono esempi in tal senso. In Italia l'incenerimento dei rifiuti è una modalità nella media dei paesi europei: la maggior parte dei circa 3,5 milioni di tonnellate di combustibile da rifiuti italiani viene incenerita in impianti del Nord, e il totale nazionale ammonta a circa il 12% sul totale dei rifiuti solidi urbani.

Noi riteniamo che l' incenerimento dei rifiuti NON sia una strata perseguibile, anche perchè esistono fondati dubbi sulla nocività delle emissioni nel lungo periodo e delle conseguenze sulla popolazione. Nonostante l'incenerimento sia normato come quantitativo di emessioni di frequente si registrano violazioni su tali direttive: nel gennaio 2008 l'inceneritore di Terni (ristrutturato nel 1998) è stato posto sotto sequestro in quanto i gestori (la società ASM), avrebbero nascosto emissioni gassose e nelle acque di scarico pesantemente fuori norma con alte concentrazioni di mercurio, cadmio, diossine, acido cloridrico. Sarebbero inoltre stati bruciati in più occasioni persino rifiuti radioattivi di origine ospedaliera e non solo. A Colleferro è stato posto sotto sequestro l'impianto, mentre l'impianto di Brindisi è stato chiuso in seguito ad un filone che vedeva oggetto di inchiesta la manomissione dei sistemi di controllo delle emissioni. Per lo stesso motivo è stato fermato l'inceneritore del Pollino a Pietrasanta.

 

NO AGLI IMBALLAGGI INUTILI , SI ALLA RACCOLTA PORTA A PORTA !

 
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Giovedì 05 Agosto 2010 16:57

Progetto Acqua Pubblica: depositate le firme

 

Finalmente un'ottima notizia, una meravigliosa notizia, una rinfrescante notizia. Oggi sono state consegnate UNMILIONEQUATTROCENTOMILA alla Corte di Cassazione per il referendum sull'acqua pubblica dai comitati promotori fuori da ogni logica di partito. Si voterà (salvo sorprese...) nella primavera del 2011. Vedremo come  PDL e PD riusciranno a fermare il referendum (ci proveranno in tutti i modi). Il MoVimento 5 Stelle farà ogni cosa in suo potere per informare e portare le persone alle urne. L'Italia sembra ferma, "eppur si muove".

 
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Giovedì 15 Luglio 2010 15:41

Niente più denunce infortuni alle ASL

 

Con Il DDL 3209 bis "Disposizioni in materia di semplificazione dei rapporti della Pubblica Amministrazione con cittadini e imprese", detto “Decreto Brunetta”, si "scippano" le ASL (sono proprio le ASL l' organo competente per le inchieste sugli infortuni)delle informazioni riguardanti il fenomeno infortunistico e la regolare programmazione e gestione delle relative inchieste.

Questo DDL è stato stralciato il 2 marzo 2010, poi il testo è tornato in Commissione, ed è stato modificato: nella versione precedente, il DDL 3209 bis, all' articolo 7 "Semplificazione della denuncia di infortunio o malattia professionale", abrogava completamente l' articolo 54 del D.P.R.1124/65 (Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali), che recitava: Il datore di lavoro, anche se non soggetto agli obblighi del presente titolo, deve, nel termine di due giorni, dare notizia all' autorità locale di pubblica sicurezza di ogni infortunio sul lavoro che abbia per conseguenza la morte o l' inabilità al lavoro per più di tre giorni (...)”

In pratica, abrogando l' articolo 54 il datore di lavoro non sarebbe stato più obbligato a denunciare alle autorità di pubblica sicurezza gli infortuni mortali o quelli con prognosi superiore a 3 giorni, ma solo all' INAIL, che avrebbe dovuto comunicare solo quelli mortali o con prognosi superiori a 30 giorni alla Direzione Provinciale del Lavoro, ma non all'Autorità Giudiziaria o in alternativa alle ASL.

Nella versione modificata della commissione, l' articolo 7 recita al primo comma dell' articolo 54 del D.P.R.1124/65 la parola: tre è sostituita da quindici. Il datore di lavoro è ora obbligato a denunciare alle autorità di pubblica sicurezza gli infortuni mortali o quelli con prognosi superiore a 15 giorni, mentre quelli mortali o con prognosi superiore a 30 giorni, verranno comunicati dall' INAIL alla Direzione Provinciale del Lavoro e non più all' Autorità Giudiziaria o in alternativa alle ASL. Resta l'obbligo di referto da parte del medico all' Autorità Giudiziaria, per infortuni superiori ai 40 giorni (lesioni colpose gravi) previsto dal codice penale.

Con questa, modifica si rischia fortemente che gli infortuni mortali o i gravi infortuni sul lavoro diventino ancora più difficili da perseguire. Il D.P.R.1124/65 ha ben 45 anni, ed è giusto aggiornarlo, MA PER MIGLIORARLO!

Da un Operaio metalmeccanico e RLS Firenze

 
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Martedì 06 Luglio 2010 16:33

In tempi di crisi tutti fanno sacrifici... o quasi

( l'erba cattiva non muore mai )

 

I parlamentari italiani si sono abbassati (per una parte) lo stipendio del 10% ma............... mandiamoli a lavorare.
Qualche settimana fa il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa1.135,00 euro al mese. Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.
STIPENDIO COMPLESSIVO  Euro 19.150,00 al mese ( STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00  al mese PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare) RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00) TUTTI ESENTASSE.
Da aggiungere

  • TELEFONO CELLULARE gratis
  • TESSERA DEL CINEMA gratis
  • TESSERA TEATRO gratis TESSERA AUTOBUS
  • METROPOLITANA gratis
  • FRANCOBOLLI gratis
  • VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
  • CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
  • PISCINE E PALESTRE gratis FS gratis
  • AEREO DI STATO gratis
  • AMBASCIATE gratis
  • CLINICHE gratis
  • ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
  • ASSICURAZIONE MORTE gratis
  • AUTO BLU CON AUTISTA gratis
  • RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00)


Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi ( per ora!!! ) Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera.
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO. La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO!!

 
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