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Il piano Rifiuti Zero Umbria 2020 si ispira a quello della California, di San Francisco, di San Josè Capitale della Silycon Valley, con la chiusura graduale degli attuali inceneritori e delle discariche. In questi primi 5 anni adotteremo il piano europeo “ meno 100 kg di Rifiuti a testa”, con incentivi per l’estensione della raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale (piu’ ricicli meno paghi) e del compostaggio domestico (-30 kg a testa di rifiuti all’anno) in tutti i Comuni che ne sono sprovvisti, raggiungendo come primo passo il 70% di raccolta differenziata al 2015 come le Fiandre (Belgio). L’adozione del porta a porta crea da 2 a 3 posti di lavoro ogni 1.000 abitanti su tutta la filiera (dati Conai), per cui la nuova economia dei materiali porterà 2 mila nuovi posti di lavoro in tutta la Regione. La nuova economia dei materiali porterà alla realizzazione di impianti di compostaggio a ciclo anaerobico per la produzione di biogas, di trattamento meccanico biologico, di centri recupero e riciclo rifiuti sul modello di “Vedelago” (Treviso) dove si riciclano il 95% dei materiali. Tutti i residui non riciclabili dovranno essere trattati tramite sistemi di trattamento meccanico biologico che ne riducono la massa del 30%. In questo modo entro il 2015 con la fase 1 si potranno chiudere gli impianti di incenerimento di Terni. La Regione si batterà perché venga approvata una norma nazionale per dissociare la fase di raccolta dalla fase di smaltimento: chi raccoglie rifiuti non può essere lo stesso che li smaltisce. Per i rifiuti industriali adotteremo sistemi d’intercettazione e raccolta. I flussi industriali e urbani di rifiuti raccolti e riciclati-smaltiti dovranno pero’ essere chiaramente indicati. Avviare un accordo regionale sul “vuoto a rendere”. Tutte le aziende che chiederanno autorizzazioni allo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi o le grandi aziende che chiederanno l’Autorizzazione Integrata Ambientale dovranno aderire ad un programma di eco-design dei processi produttivi per ridurre alla fonte la produzione di scorie tossico nocive e rifiuti. Creazione di un centro studi dei materiali “residui non riciclabili” in collaborazione con Università e Aziende affinché nei processi produttivi venga sostituito materiale non riciclabile e compostabile con materiale esclusivamente riutilizzabile, riciclabile, compostabile. Piani di riconversione industriale delle aziende di packaging in aziende del riciclo per preservare i posti di lavoro. Eco-tassa su smaltimento: La Regione tassa lo smaltimento in discarica e incenerimento anche con cosiddetto “recupero energetico” in quanto inquinante, per favorire compostaggio, riciclo, riutilizzo e riduzione dei rifiuti. |





























