|
La proposta economica del Movimento per l'Umbria a 5 Stelle muove da tre cardini fondamentali:
- principio di democrazia economica nella gestione dei beni e dei ser-vizi comuni (rifiuti, acqua, trasporti);
- decrescita intesa come miglioramento della qualità della vita, da associarsi ad una netta diminuzione del PIL;
- trasparenza sui bilanci, fine dell'utilizzo della finanza creativa nella gestione delle risorse della Regione, riforma della pubblica ammini-strazione;
PRINCIPIO DI DEMOCRAZIA ECONOMICA La gestione delle imprese che gestiscono i beni ed i servizi al CITTADINO (acqua, rifiuti, trasporti pubblici), deve ritornare ad avere nel CITTADINO il soggetto fondamentale, protagonista sia nella fase di controllo, sia in quelle propositiva e progettuale e decisionale. La soluzione che, adottata in molti paesi, taglia fuori i partiti ed il sistema di lobby che li finanzia, è la c.d. public company o azionariato diffuso:
- ogni CITTADINO sarà proprietario una quota;
- il pacchetto di quote sottoscrivibile pro-capite comunque non supe-riore al 2% del capitale sociale;
- ogni quota equivale ad un voto in Assemblea, con quorum di validi-tà non superiore al 20% in prima convocazione e nullo in seconda convocazione
Se il servizio va lasciato pubblico o appaltato a privati, sarà l'Assemblea dei CITTADINI a deciderlo e noi appoggeremo chiunque voglia mantenere pubblica la gestione dell'acqua. Auspichiamo quindi l'introduzione nel nostro ordinamento societario di un siffatto tipo di società, valutando nel frattempo la possibilità di utilizzare una forma societaria già prevista (società consortile), con l'avvertenza che:
- i fornitori di suddetta società non dovranno avere sede nei c.d. “pa-radisi fiscali” o praticare traffici di perfezionamento passivo e simi-li;
- gli utili della società non dovranno essere distribuiti, ma destinati a investimenti e/o a riduzioni di costi del servizio;
DECRESCITA La nostra proposta politica, di respiro nazionale ed internazionale, ha nella Regione il soggetto più indicato per la programmazione e l'attuazione di misure volte alla riconversione dell'economia verso un modello di decrescita sostenibile, al SERVIZIO DEL CITTADINO. Agricoltura, pesca e silvicoltura: L'aumento del prezzo delle derrate alimentari è dovuto principalmente all'abnorme allungamento della filiera distributiva, ai costi di pubblicità, al peso del costo dei trasporti ed alla continua perdita di potere contrattuale del CITTADINO, di fronte al crescente potere delle grandi catene distributive. Ciò può essere affrontato e superato:
- prevedendo una quota minima obbligatoria di territorio a ridosso delle città, da destinare a colture orto-frutticole, compatibilmente con le qualità vocazionali dei suoli ed utilizzando, per esempio, la mano d'opera attualmente impiegata nella locale morente tabacchi-coltura;
- utilizzando la Regione gli attuali Ambiti Territoriali come soggetto di principale pianificazione territoriale;
Questo consentirebbe, oltretutto, di abbattere l'enorme peso del costo dei trasporti, con l'ovvio beneficio nei flussi di traffico e sul prezzo dei prodotti al consumo. Proponiamo il ritorno dell'area del Lago Trasimeno al centro dell'interesse delle istituzioni e la valorizzazione importante del pescato. Attenta protezione del sistema ambientale boschivo, manutenzione ordinaria dei corsi d'acqua. Snellimento e sburocratizzazione totale dei permessi per disboscamenti di minima entità. Commercio e artigianato: Proponiamo la sostituzione progressiva dei grandi centri commerciali con un sistema distributivo basato su piccoli e medi mercati diffusi sul territorio, rivedendo i piani urbanistici in senso fortemente restrittivo e tassando pesantemente l'utilizzo di grandi superfici da parte di pochi soggetti economici. Incentivazione dei gruppi d'acquisto solidale (GAS) attraverso la concessione in uso gratuito di appositi spazi ove poter svolgere le proprie attività. Istituzione di un apposito registro di anagrafe regionale dei GAS. Rilancio dei già esistenti mercati locali comunali, con accesso agevolato a piccoli e medi produttori di prodotti alimentari locali e biologici e manifatturieri locali. Assegnazione di contributi e/o crediti d'imposta a tutti i produttori locali quotati positivamente dai GAS locali registrati. Introduzione della moneta locale complementare a livello regionale, da ritirare pagando i soli costi di stampa e spendibili presso piccole e medie realtà produttive locali. Turismo: Revisione della legge regionale sul turismo. Eccessivamente pesante l'attuale normazione in merito alla qualità delle strutture ricettive. Liberalizzazione e istituzione di un marchio di qualità per gli esercizi ricettivi che rispettino gli standard previsti dall'attuale legge. Istituzione di un biglietto d'ingresso per fruizione dei beni culturali di proprietà pubblica. Industria: Incentivazione e finanziamenti agevolati alle iniziative economiche imprenditoriali innovative e che rispettino effettivamente i contratti di lavoro e la normativa sulla sicurezza e salute dei lavoratori e dell'ambiente. Incentivazione e finanziamenti agevolati a industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno. Fine immediata delle agevolazioni e blocco all'espansione edilizia residenziale e commerciale. Incentivazione del recupero di capannoni dismessi nelle aree industriali. Incentivazione delle ristrutturazioni qualitative ed energetiche del patrimonio edilizio esistente. Revisione delle concessioni di attingimento e forte tassazione aggiuntiva a tutte le aziende che generano danno sociale (per es. distributori di acqua in bottiglia).
TRASPARENZA e RIFORMA della PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Sarà nostra cura relazionare regolarmente alla CITTADINANZA sui dati di bilancio pubblicati e sui dati non pubblicati. Verificheremo se esistono le condizioni per ottenere l'annullamento di contratti di finanza derivata attualmente in essere. Libereremo nuove risorse e miglioreremo l'efficienza generale:
- assumendo personale secondo reali necessità, garantendo il giusto ricambio generazionale e l'affermazione di nuove professionalità;
- rivisitando gli orari di apertura e di lavoro, nonché realizzando il te-lelavoro su vasta scala;
- mettendo fine alla politica di appalto del lavoro a terze società coo-perative;
- introducendo un tetto massimo agli stipendi dei dirigenti e il limite dei due mandati, sia in Regione, che nelle società;
- abolendo le agenzie, oggi vero polmone per il clientelismo locale, recuperando parte del personale all'interno dell'Ente Regione, pre-vio superamento di apposito concorso;
- tagliando decisamente gli enti inutili;
- con la periodica pubblicazione della composizione dei consigli delle aziende partecipate (di cui auspichiamo la trasformazioni in public company o simili) e dei relativi compensi;
- abolendo le cariche multiple da parte di consiglieri di amministra-zione;
- vietando la nomina e l'assunzione di persone condannate in via de-finitiva;
- applicando rigorosamente la normativa sull'inadempienza contrattuale dei dipendenti e accertando, senza compromessi, le responsabilità dei dirigenti;
|